Le elezioni da capoclasse.

Il senatore Incitatus, monumento equestre.

Il senatore Incitatus, monumento equestre.

Volendo riassumere brevemente lo scopo dell’avere uno stato ed un’amministrazione credo di poter dire che servano ad organizzare i cittadini al fine di aumentare il benessere generale. Sennò tanto valeva rimanercene nella caverna e accoppare a colpi di mazza qualsiasi cosa si avvicinasse.

Che l’azione di un governo sia necessariamente dovuta a qualcuno che sia motore e responsabile di qualsiasi cosa, non necessariamente buona, è un concetto storicamente consolidato e direi che come esempio dei risultati dovuti alla presenza o all’assenza di responsabili la Russia/URSS sia perfetta.

Naturalmente se sei la patria della supercazzola la discussione sul come individuare tali rappresentanti ha esiti letali.

L’obiettivo di aumentare il benessere generale dei cittadini ha come campi d’azione il territorio fisico ed i cittadini, i secondi scelgono e il primo è il vero patrimonio della nazione, per poter ottimizzare la gestione del territorio si può scegliere di dividere il territorio in parti più piccole che chiameremo collegi.

Fin qui dovrebbe esser semplice.

Ora non dovrebbe esser difficile capire che ogni collegio dovrebbe eleggere un proprio rappresentante, in questo modo tutte le necessità e le opportunità di miglioramento di un territorio possono raggiungere gli organi decisionali in una catena di informazioni ragionevolmente breve.

Una questione poco apprezzata pare essere la possibilità che gli elettori non vogliano mandar qualcuno ad occupare poteri decisionali, ecco perché pare assurdo votare, invece di un rappresentante in carne ed ossa, un simbolo che possa contenere al suo interno già due o più candidati, oltretutto in un ordine fisso e senza possibilità di scelta?

E se volessi votare il secondo e il primo fosse un clone del senatore Incitatus?

Naturalmente a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca.

Il sistema elettorale è infatti la base di ogni democrazia,  non sarebbe sbagliato pensare che molti dei problemi dell’Italia vengano proprio dalle distorsioni dei sistemi elettorali, con le preferenze prima e con le liste bloccate poi, per capire quanto questo passaggio sia importante.

Naturalmente un sistema perfetto non esiste. E per “perfetto” uno si accontenta con privo di guasti. Se le liste bloccate hanno creato una nuova casta di palazzo, completamente avulsa dal paese che, anzi, lo vessa come una novella Versailles, anche l’elezione dei rappresentanti dei vari territori ha i suoi bachi, e non è certo giustificata la fama di quel Fiorito in un paese di solida tradizione democristiana come il nostro.

Ma questo non può essere certo compito dei rappresentanti, non si può chiedere ai controllori di controllarsi, per quello c’è la giustizia o la stampa. Certo che se i controllori dei controllori appartengono ai controllori controllati…

Discorso più sfumato sarebbe stabilire cosa si voglia intendere con “aumentare il benessere generale”, ora sebbene costruire aeroporti internazionali ogni 10 Km o organizzare la “sagra del baccello (o sagra della fava, secondo geografia) risponda effettivamente alla definizione è chiaro che c’è un limite tra buona gestione, gestione ininfluente, gestione catastrofica e danni che cattive gestioni possano fare.

E niente, è compito degli elettori informarsi e scegliere il miglior candidato. Se non lo fanno è solo colpa loro, non c’è una via più breve attorno alla stalla.

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