Sviluppo 3.7

Gran furore fa in questi giorni la cosiddetta industria 4.0.

Il motivo può esser ricercato nella mancanza da parte del governo di una visione di sviluppo reale tant’è che ci si riduce a provare a copiare il piano di sviluppo pensato dai tedeschi per il futuro della manifattura robot.

La definizione stessa di 4.0 fa riferimento all’evoluzione di una robotica che preveda di metter in comunicazione tutti i sistemi di produzione già automatizzati al fine di ottener dati utili alla ricerca e allo sviluppo e alla gestione delle scorte.

La parte interessante è la volontà di dotar di sistemi di rilevamento, raccolta e trasmissione dati anche i prodotti.

Una tale visione telemetrica totalizzante è ovviamente ridondante oltre ogni limite e ovviamente è sulle applicazioni da sceglier prima di altre che si giocherà un eventuale vantaggio.

Attualmente le applicazioni più immediate sono sulla produzione di massa automatizzata.

Le applicazioni successive sono ovviamente l’industria automobilistica e aeronautica ma considerando pure la meccanica agricola per cui è più interessante un discorso a parte.

Curiosamente sembra rimaner più defilato proprio il mercato più importante nei numeri. Infatti le applicazioni residenziali, sebbene numericamente più rilevanti, subiscono ancora la ghettizzazione piovutagli dalla moda domotica che avendo già fornito definizioni proprie finirà per scontrarsi con ogni teorizzazione successiva che possa arrivare da altri settori.

Le applicazioni alla moda potrebbero esser interessanti ma più che sensori che regolino la teaspirazione dei materiali sarebbe forse il caso di partir dalle taglie e dai modelli personali.

Il cibo lo lascerei fuori che non credo che sensori edibili siano graditi dagli chef stellati. Soprattutto senza ancora database sanitari a giustificarli.

Purtroppo di fatto ci troviamo davanti alla solita retorica di stato che regalerà fondi agli amici degli amici visto che ormai aziende da noi non ce ne son più.

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